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	<title>Staff, Autore presso Educational Consultants</title>
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	<description>Studiare all\\\&#039;estero/Counselling e Coaching</description>
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	<title>Staff, Autore presso Educational Consultants</title>
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		<title>Il sogno di Fabio: dalla triennale in Automotive Engineering alla Formula 1</title>
		<link>https://www.educationalconsultants.it/sogno-fabio-triennale-automotive-engineering-formula-1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Apr 2021 10:08:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita da Studente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sogno di Fabio: dalla triennale in Automotive Engineering alla Formula 1, passando per un master in Racing Engine Systems. &#160; Mi chiamo Fabio e sto per concludere un Bachelor, la laurea triennale, in “Automotive Engineering” presso l’Università di Brighton. &#8230; </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.educationalconsultants.it/sogno-fabio-triennale-automotive-engineering-formula-1/">Il sogno di Fabio: dalla triennale in Automotive Engineering alla Formula 1</a> proviene da <a href="https://www.educationalconsultants.it">Educational Consultants</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Il sogno di Fabio: dalla triennale in Automotive Engineering alla Formula 1, passando per un master in Racing Engine Systems.</h1>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Mi chiamo Fabio e sto per concludere un Bachelor, la laurea triennale, in “Automotive Engineering” presso l’Università di Brighton.</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Dopo il Diploma mi sono iscritto a ingegneria in Italia, ritrovandomi a studiare sui libri tutti i giorni, ma il metodo di studio italiano non faceva per me.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h5>Così mi sono iscritto all’Università di Brighton a settembre del 2018 come “late applicant”, cioè oltre il termine ufficiale di iscrizione.</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pur avendo opzioni limitate in termini di scelta dell’ateneo, a causa del ritardo, Educational Consultants, mi ha aiutato a trovare la giusta facoltà e a seguire tutto il percorso fino a riuscire ad ottenere un posto.</p>
<p>Posso ritenermi molto fortunato ad aver trovato un corso che mi interessasse, ma <strong>non sarei mai riuscito senza l&#8217;appoggio di Educational Consultants</strong>.</p>
<p>Sin dalla prima settimana a Brighton mi sono accorto di essere in un ambiente organizzato e di essere molto sostenuto dai professori, cosa che nell’università italiana non si era proprio verificata.</p>
<p>Sono stato subito introdotto a <strong>laboratori ed attrezzature</strong>, che successivamente ho utilizzato per completare alcune delle materie più pratiche.</p>
<p>Lo sforzo di apprendimento è stato alleggerito collegando concetti teorici a soluzioni pratiche, ampliando le mie nozioni di base, e allo stesso tempo facendo sembrare gli argomenti studiati più logici, concreti e coinvolgenti.</p>
<p>L’alleggerimento dello sforzo, mi ha permesso di dedicare del tempo anche <strong>al volontariato, allo sport e al lavoro</strong>.</p>
<p>L’Università mi ha offerto l’opportunità di svolgere <strong>ricerca</strong> anche durante l’estate, ed inoltre mi ha offerto consulenza in materia di lavoro e studio.</p>
<p>Non avrei mai avrei pensato che nell’arco di tre anni avrei potuto imparare ad usare <strong>software</strong> ingegneristici, a scrivere <strong>pubblicazioni</strong> scientifiche ed a svolgere ricerche approfondite su argomenti inesplorati.</p>
<p>I legami con i professori hanno esaltato le mie capacità di comunicazione e mi hanno introdotto ad una ambiente professionale che non avrei mai pensato di raggiungere, finché ero in Italia.</p>
<p>L’ultimo anno di università, oltre ad essere stato il più impegnativo, probabilmente anche a causa del Covid-19, mi ha dato la possibilità di costruire un progetto di livello universitario e di svolgere <strong>esperimenti e simulazioni</strong> disegnate e programmate da me.</p>
<p>L’Università di Brighton mi ha dato l’opportunità di lavorare su <strong>progetti industriali</strong> e mi ha insegnato ad essere un ingegnere a tutti gli effetti, aprendomi la strada per il mio futuro professionale.</p>
<p>Inoltre, durante l’ultimo anno, con alcuni studenti abbiamo iniziato a sviluppare un progetto per ripulire dalla microplastica le acque marine.</p>
<p>A settembre inizierò un <strong>Master in “Racing Engine Systems” presso la Oxford Brooks University</strong>, indirizzo che mi permetterà in futuro di realizzare <strong>il mio sogno di lavorare per una scuderia in Formula 1.</strong></p>
<p>Consiglio a chiunque non sia convinto del metodo di studio italiano, di intraprendere un <strong>percorso all’estero</strong>, sviluppando competenze trasversali, scoprendo nuove culture e favorendo le proprie capacità individuali.</p>
<p>Senza contare il forte collegamento con il mondo del lavoro e le grandi amicizie che si creano e credo dureranno tutta la vita!</p>
<p>Fabio Borgia</p>
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		<title>I nanodegrees sono il futuro dell&#8217;educazione per 180 milioni di studenti</title>
		<link>https://www.educationalconsultants.it/nanodegrees-futuro-educazione-180-milioni-studenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2021 15:53:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita da Studente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I nanodegrees sono il futuro dell&#8217;educazione per 180 milioni di studenti. &#160; Riprendiamo l&#8217;articolo di Emanuele Cacciatore e Nicola Comelli del 01/03/2021 su Econopoly. Nell’agosto 2015 fece scalpore nel Regno Unito la decisione di EY, il noto gruppo di revisione &#8230; </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.educationalconsultants.it/nanodegrees-futuro-educazione-180-milioni-studenti/">I nanodegrees sono il futuro dell&#8217;educazione per 180 milioni di studenti</a> proviene da <a href="https://www.educationalconsultants.it">Educational Consultants</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>I nanodegrees sono il futuro dell&#8217;educazione per 180 milioni di studenti.</h1>
<p>&nbsp;</p>
<p>Riprendiamo l&#8217;articolo di <a href="https://www.linkedin.com/in/emanuelecacciatore/">Emanuele Cacciatore</a> e <a href="https://www.linkedin.com/in/nicola-comelli-56937817/">Nicola Comelli</a> del 01/03/2021 su Econopoly.</p>
<p>Nell’agosto 2015 fece scalpore nel Regno Unito la decisione di EY, il noto gruppo di revisione contabile e management consulting, di rimuovere la laurea come requisito obbligatorio per l’accesso alle selezioni.</p>
<p>La motivazione?</p>
<h3>Non vi era evidenza che un buon percorso universitario fosse positivamente correlato con il successo nel mondo del lavoro.</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>La scelta di EY rappresentò senz’altro un’innovazione nel settore del recruiting ma si inseriva nel solco di una crisi che aveva già investito il mondo dell’istruzione terziaria; una crisi acuita dall’avvento delle <strong>nanodegrees</strong>.</p>
<p>Il termine non rende loro giustizia. La parola “<strong>nanodegree</strong>”, infatti, specie per i non addetti ai lavori, può risultare poco qualificante, se non addirittura svilente.</p>
<p>Eppure, proprio questa parola è destinata ad avere un <strong>impatto strabiliante</strong> sull’intero mondo dell’<strong>istruzione</strong>, così come lo conosciamo oggi.</p>
<p>Come spesso accade quando si parla di <strong>innovazione</strong>, ricostruire la storia di un’espressione aiuta a comprendere la portata dell’intero fenomeno che rappresenta.</p>
<p>Tutto inizia nel giugno del 2011. Sebastian Thrun, David Stavens e Mike Sokolsky, dopo essersi conosciuti alla fine del primo decennio degli anni 2000 lavorando al progetto dell’auto a guida autonoma di Google, decidono di uscire da Big G e di fondare una piattaforma che avrebbe dovuto scardinare l’assetto della formazione universitaria.</p>
<p>Il nome scelto fu <a href="https://www.udacity.com/"><strong>Udacity</strong></a>, e aveva l’intento di celebrare l’audacia di un’idea che voleva riscrivere le regole di come si apprendono nozioni e conoscenze.</p>
<h3>L’idea era semplice: grazie al digitale, permettere l’accesso a corsi di formazione focalizzati sull’insegnamento di competenze altamente specifiche.</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il fatto che questi insegnamenti non fossero riconosciuti in prima battuta dal mondo universitario (poi un meccanismo di crediti avrebbe colmato questo vuoto) non era considerato un problema: il mercato avrebbe dimostrato la validità di questa nuova tipologia di syllabus.</p>
<p>Il primo corso offerto iniziò il 20 febbraio del 2012. Il titolo era, forse non a caso per un team con un passato in Google, “Building a search engine”. Da allora il numero di nanodegrees offerti da piattaforme digitali sta continuando a crescere senza sosta.</p>
<p>L’anno successivo alla nascita di Udacity vide la luce <a href="https://www.coursera.org/"><strong>Coursera</strong></a>, probabilmente oggi la più celebre delle piattaforme Mooc (Massive open online courses) e il fatto che quest’ultima sia nata come vero e proprio spin off dell’Università di Stanford fa capire con quanta forza si sia subito imposto, almeno negli Stati Uniti, questo nuovo paradigma formativo.</p>
<p>Secondo <a href="https://www.classcentral.com/"><strong>Class Central</strong></a>, un aggregatore che mappa l’offerta mondiale di nanodegrees, nel 2020 a livello mondiale (Cina esclusa) risultavano attivi 16.300 corsi, per un totale di oltre 180 milioni di studenti coinvolti con ben 950 università presenti sulle diverse piattaforme censite.</p>
<p>Numeri già di per sé enormi e però destinati a crescere ulteriormente.</p>
<p>La ragione è semplice: in uno scenario globale in cui il ciclo di obsolescenza delle competenze si accorcia di anno in anno, il classico cursus formativo pensato per concludersi sostanzialmente attorno ai 24-25 anni non può più essere considerato sufficiente per interpretare questo cambiamento.</p>
<p>Riprendendo un’iperbole di Aaron Dignan, la maggior parte dei corsi di laurea in discipline tecniche insegnano due anni di “roba inutile” (trad.), perché gli insegnamenti dei primi due anni di corso sono già superati nel momento in cui gli studenti arrivano alla laurea.</p>
<h4>L’architettura tradizionale della formazione istituzionale, in particolare quella universitaria, finisce per collidere con i tempi imposti dal cambiamento.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nello scollamento che la trasformazione digitale ha generato tra mondo dell’istruzione e mercato del lavoro si è inserita quindi una nuova dimensione formativa: quella, per l’appunto, dei <strong>nanodegrees</strong>.</p>
<p>Tempi brevi, insegnamenti mirati e un focus forte sulle competenze realmente spendibili sul mercato del lavoro sono le caratteristiche di questa rivoluzione.</p>
<p>Una rivoluzione che però sta ampliando la sua portata e che vuole mettere in discussione in modo completo i meccanismi di apprendimento.</p>
<h4>In questi ultimi anni sono sempre più numerose le esperienze di innovazione nell’educazione.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Uno dei casi più eclatanti è quello rappresentato da “42”, un istituto per l’apprendimento del coding, fondato a Parigi nel 2013, dove la formazione ha un carattere totalmente esperienziale: non ci sono docenti, non ci sono lezioni per come le intendiamo comunemente, non ci sono orari o programmi specifici.</p>
<p>Ci sono solo progetti da sviluppare in un’ottica collaborativa e di complessità crescente.</p>
<p>Un approccio di project based learning totale, dunque, che integra contestualmente il “sapere” al “fare”. E che anticipa un cambiamento del mondo del lavoro che spesso si ritiene debba ancora avvenire ma che, in realtà, è già realtà.</p>
<p>Si tratta del cambio di paradigma tra occupazione e <strong>occupabilità</strong>; dove, la prima, intesa come una dimensione lavorativa sostanzialmente statica, sta scomparendo a beneficio della seconda, da intendere come quella progressiva e continua capacità di rimanere competitivi sul mercato del lavoro.</p>
<p>Un passaggio, quello tra occupazione e occupabilità, che solo la formazione può davvero abilitare e trasformare in un’opportunità.</p>
<p>Per poterlo fare sono necessari però strumenti e dinamiche di apprendimento innovative, in grado di integrare tra loro l’esperienza professionale con l’acquisizione di conoscenze e competenze.</p>
<p>Come ebbe a dire Peter Drucker, senza dubbio uno tra i più influenti studiosi di management del XX secolo, “l’unica competenza che conterà nel XXI secolo sarà la capacità di apprendere nuove competenze. Tutto il resto diventerà obsoleto in un [breve] arco di tempo”.</p>
<p><a href="https://twitter.com/emacacciatore">Twitter @emacacciatore</a></p>
<p>Note</p>
<p>1) <a href="https://www.mcgill.ca/maut/current-issues/moocs/history">Breve storia dei Mooc</a></p>
<p>2) <a href="https://www.classcentral.com/report/mooc-stats-2020/">Dati completi</a></p>
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		<title>Life-long Learning</title>
		<link>https://www.educationalconsultants.it/life-long-learning-apprendimento-continuo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2021 15:25:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita da Studente]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avrete sentito di sicuro sentito l’espressione “life-long learning”, che fa riferimento al fatto che l’apprendimento può, e dovrebbe, essere continuo, lungo tutto l’arco della nostra vita. Le neuro-scienze hanno oramai dimostrato la neuro-plasticità del nostro cervello; se opportunamente stimolato, rimane &#8230; </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.educationalconsultants.it/life-long-learning-apprendimento-continuo/">Life-long Learning</a> proviene da <a href="https://www.educationalconsultants.it">Educational Consultants</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Avrete sentito di sicuro sentito l’espressione “life-long learning”, che fa riferimento al fatto che l’apprendimento può, e dovrebbe, essere continuo, lungo tutto l’arco della nostra vita.</p>
<p>Le neuro-scienze hanno oramai dimostrato la neuro-plasticità del nostro cervello; se<br />
opportunamente stimolato, rimane infatti capace di creare nuove connessioni, di<br />
rigenerarsi, recuperarsi e ristrutturarsi.</p>
<p>Questo vale ancora di più in un momento storico come quello attuale, che vive un tasso di<br />
innovazione e cambiamento come mai precedentemente nella storia.</p>
<p>Oggi, per i ragazzi, è quindi ancora più importante &#8220;imparare a imparare&#8221; ed essere aperti a nuove possibilità, modalità e metodologie.<br />
Un’esperienza all’estero non potrà che arricchire da questo punto di vista.</p>
<p>Per dimostrare che noi di Educational Consultants, “facciamo quello che predichiamo”, 37<br />
anni dopo la laurea, e 20 anni dopo il Master, Beatrice si è da poco iscritta ad un MBA online: non solo non è mai troppo tardi, ma neanche troppo presto!</p>
<p>Sperimentate, scoprite, confrontatevi con voi stessi, con il nuovo e con il diverso,<br />
cogliendo ogni opportunità; se vi guarderete intorno, con curiosità ed attenzione,<br />
scoprirete che ce ne sono moltissime.</p>
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		<title>15 lavori che sono cresciuti durante la pandemia, secondo Linkedin</title>
		<link>https://www.educationalconsultants.it/15-lavori-che-sono-cresciuti-durante-la-pandemia-secondo-linkedin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2021 09:10:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita da Studente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riprendiamo l&#8217;articolo di Evie Carrick su Buzzfeed, basato sul report di Linkedin &#8220;Job on the Rise&#8220;. Se c&#8217;è una cosa che stiamo imparando dalla pandemia è che tutto può cambiare in un istante. Il pranzo fuori è stato sostituito dalla &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Riprendiamo l&#8217;articolo di Evie Carrick su Buzzfeed, basato sul report di Linkedin &#8220;<a href="https://www.linkedin.com/pulse/linkedin-jobs-rise-15-opportunities-demand-hiring-now-andrew-seaman/?trackingId=VdHhAmhJQieaEXuCQTD4gg%3D%3D">Job on the Rise</a>&#8220;.</p>
<p><strong>Se c&#8217;è una cosa che stiamo imparando dalla pandemia è che tutto può cambiare in un istante. Il pranzo fuori è stato sostituito dalla consegna a domicilio e le mascherine sono ormai essenziali, chi l&#8217;avrebbe mai detto?</strong></p>
<p>I tassi di disoccupazione sono aumentati nei settori che offrono servizi di persona: come ad esempio l&#8217;ospitalità e il tempo libero.</p>
<p><strong>Ma mentre alcuni settori sono stati duramente colpiti, altri sono cresciuti vertiginosamente.</strong></p>
<p>Il report ha confrontato i dati sul lavoro da aprile a ottobre 2019 con lo stesso periodo di tempo nel 2020 per determinare quali posti di lavoro sono richiesti a causa degli effetti della pandemia. Classificando poi i posti di lavoro utilizzando una combinazione di tasso di crescita anno su anno combinato con la quantità effettiva di posti di lavoro disponibili.</p>
<p><strong>Questi i migliori:</strong></p>
<ol>
<li>Data scientist</li>
<li>UX designer</li>
<li>Cloud architect</li>
<li>Growth hacker</li>
<li>Broadband architect</li>
<li>Energy manager</li>
<li>Ecommerce specialist</li>
<li>Digital marketer</li>
<li>Professionisti in prestiti e mutui</li>
<li>Business developer</li>
<li>Diversity manager</li>
<li>Infermiere/i e personale sanitario</li>
<li>Education professionals</li>
<li>Digital content creators</li>
<li>Personal coach</li>
<li>Ingegneri</li>
<li>Psicoterapeuti</li>
<li>Artificial Intelligence professionals</li>
</ol>
<p>Vuoi intraprendere o migliorare la tua carriera in uno di questi settori?</p>
<p>Contattaci per sapere quale tipo di istruzione fa al caso tuo!</p>
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		<item>
		<title>The Hill We Climb: il poema di Amanda Gorman all&#8217;inaugurazione di Biden</title>
		<link>https://www.educationalconsultants.it/the-hill-we-climb-amanda-gorman-poem-biden-inauguration/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2021 18:49:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita da Studente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per chi non l’avesse sentito o letto, ecco il discorso di Amanda Gorman, nella cerimonia di insediamento del Presidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden, svoltasi il 20 gennaio. Leggetelo e assorbitelo: è un messaggio di speranza e impegno ed &#8230; </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.educationalconsultants.it/the-hill-we-climb-amanda-gorman-poem-biden-inauguration/">The Hill We Climb: il poema di Amanda Gorman all&#8217;inaugurazione di Biden</a> proviene da <a href="https://www.educationalconsultants.it">Educational Consultants</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Per chi non l’avesse sentito o letto, ecco il discorso di Amanda Gorman, nella cerimonia di insediamento del Presidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden, svoltasi il 20 gennaio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Leggetelo e assorbitelo: è un messaggio di speranza e impegno ed ancor di più un invito alla cooperazione e alla resilienza per un futuro più armonioso e sostenibile.</p>
<p><iframe title="The Hill We Climb: the Amanda Gorman poem that stole the inauguration show" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/CdKdyemxbew?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.educationalconsultants.it/the-hill-we-climb-amanda-gorman-poem-biden-inauguration/">The Hill We Climb: il poema di Amanda Gorman all&#8217;inaugurazione di Biden</a> proviene da <a href="https://www.educationalconsultants.it">Educational Consultants</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>International Baccalaureate (IB) o no? L&#8217;esperienza di uno studente nel 2020</title>
		<link>https://www.educationalconsultants.it/international-baccalaureate-o-no-lesperienza-di-uno-studente-nel-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jan 2021 11:59:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita da Studente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;esperienza di Lorenzo Garbarino che l&#8217;ha completato nel 2020. &#160; Solo nel nostro paese, ci sono decine di diplomi che si possono ottenere attraverso un percorso di scuola superiore di secondo grado, figuriamoci nel mondo intero. &#160; Eppure, ce n’è &#8230; </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.educationalconsultants.it/international-baccalaureate-o-no-lesperienza-di-uno-studente-nel-2020/">International Baccalaureate (IB) o no? L&#8217;esperienza di uno studente nel 2020</a> proviene da <a href="https://www.educationalconsultants.it">Educational Consultants</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>L&#8217;esperienza di Lorenzo Garbarino che l&#8217;ha completato nel 2020.</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Solo nel nostro paese, ci sono decine di diplomi che si possono ottenere attraverso un percorso di scuola superiore di secondo grado, figuriamoci nel mondo intero.</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Eppure, ce n’è uno in particolare che non passa inosservato in nessuna parte del globo: <em>l’International Baccalaureate Diploma</em>, noto più comunemente come <em>IB</em> e per il nostro MIUR come Baccelierato Internazionale.</h4>
<p>&nbsp;<br />
L’IB Diploma è un programma biennale, che copre gli ultimi due anni del liceo ed è offerto in quasi centocinquanta paesi e oltre tremila scuole.</p>
<p>Al di là dei numeri, il corso è reso unico dalla sua costruzione multidisciplinare, che spazia dalle lingue alla matematica, dalle scienze sociali all’arte.</p>
<p>Infatti, lo studente deve scegliere sei materie da sei gruppi diversi; tre di queste materie verranno studiate a <em>higher level</em>, ovvero con più ore di insegnamento e un maggiore approfondimento, mentre le altre tre a <em>standard level</em>.</p>
<p>Ci sono alcuni vincoli, come l’obbligo di studiare la propria lingua madre, una lingua straniera e la matematica, seppur con la scelta per quest’ultima di livelli diversificati, ma per il resto lo studente può costruirsi il diploma in base ai propri interessi ed alle proprie inclinazioni personali.</p>
<p>Oltre alle sei materie, ogni studente IB è tenuto a seguire un corso di <em>Theory of Knowledge</em> (noto con l’acronimo <em>TOK</em>, la branca della filosofia che chiameremmo gnoseologia) e a completare una serie di attività in ambito sportivo, creativo e del volontariato, componente chiamata <em>CAS</em> (acronimo di Creatività, Attività, Servizio).</p>
<p>Questo perché l’IB è stato creato non soltanto per accrescere le capacità accademiche degli studenti, ma anche per prepararli ad essere cittadini attivi e consapevoli.</p>
<p>Infine, per l’ottenimento del diploma è necessario scrivere un saggio di quattromila parole, l’<em>Extended Essay </em>(noto come <em>EE</em>), su un argomento a scelta.</p>
<p>È utile quindi vedere l’IB come una serie di cerchi concentrici: all’interno c’è il “<em>core”</em>, ovvero il nocciolo, composto da <em>TOK, EE</em> e <em>CAS,</em> mentre all’esterno ci sono le sei materie scelte dallo studente.</p>
<p>Nella mia esperienza personale con l’IB, tutte queste parti, che all’inizio possono sembrare confuse, si mescolano in maniera fluida e continua.</p>
<p>Le sei materie trovano spesso connessioni l’una con l’altra, come evidentemente la matematica con la fisica, ma anche nessi meno apparenti, come fra l’economia e la biologia, o la letteratura e la psicologia.</p>
<p>Inoltre, i vari argomenti vengono collegati frequentemente con la componente <em>TOK,</em> per spingere a domandarsi in che modo si possa raggiungere la conoscenza in un dato campo del sapere.</p>
<p>L’<em>EE</em> offre invece è un’opportunità estremamente utile per apprendere come deve essere scritto un saggio accademico formale, competenza vitale in quasi tutte le materie IB.</p>
<p>Tuttavia, come già menzionato, l’IB va ben oltre la sola sfera accademica.</p>
<p>Durante le mie ore di <em>CAS</em>, ho avuto la possibilità di provare attività diverse e spingermi oltre i miei soliti interessi, per scoprirne di nuovi e conoscere studenti con cui altrimenti non avrei legato.</p>
<p>Anche durante le vere e proprie lezioni, non è raro che i professori usino parte del tempo per discutere di argomenti di attualità e dare spunti di riflessioni agli studenti, che diventano quindi parte attiva dell’apprendimento.</p>
<p>È stato questo stesso coinvolgimento che, nel mio caso, ha reso prezioso il percorso IB.</p>
<p>Mi sono sempre sentito parte della lezione, mai uno spettatore esterno o solo un ascoltatore.</p>
<p>Così, rendendo mio ciò che imparavo, ho potuto trarne insegnamenti e capirne il significato in un contesto molto più ampio della sola scuola.</p>
<p>Quindi, per tutti coloro che amano apprendere, nel senso latino della parola, l’IB è la scelta da fare.</p>
<p><em>Lorenzo Garbarino</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.educationalconsultants.it/international-baccalaureate-o-no-lesperienza-di-uno-studente-nel-2020/">International Baccalaureate (IB) o no? L&#8217;esperienza di uno studente nel 2020</a> proviene da <a href="https://www.educationalconsultants.it">Educational Consultants</a>.</p>
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		<title>20 cose che la maggior parte delle persone imparano troppo tardi nella vita</title>
		<link>https://www.educationalconsultants.it/20-cose-che-la-maggior-parte-delle-persone-imparano-troppo-tardi-nella-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Dec 2020 17:36:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita da Studente]]></category>
		<category><![CDATA[conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[crescere]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[education]]></category>
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		<category><![CDATA[life]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nicolas Cole, nel suo articolo “20 Things Most People Learn Too Late In Life&#8221;, afferma che la vita è un viaggio di curve e svolte, vette e valli, montagne da scalare e oceani da esplorare. &#160; Tempi tristi e felici. &#8230; </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.educationalconsultants.it/20-cose-che-la-maggior-parte-delle-persone-imparano-troppo-tardi-nella-vita/">20 cose che la maggior parte delle persone imparano troppo tardi nella vita</a> proviene da <a href="https://www.educationalconsultants.it">Educational Consultants</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Nicolas Cole</strong>, nel suo articolo “20 Things Most People Learn Too Late In Life&#8221;, afferma che la vita è un viaggio di curve e svolte, vette e valli, montagne da scalare e oceani da esplorare.</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tempi tristi e felici.</p>
<p><strong>Ma la vita è, sempre, movimento in avanti.</strong></p>
<p>Ci sono tante piccole cose che nessuno ti dirà durante la crescita ma che riteniamo sia fondamentale che tu sappia.</p>
<p>Tempo di lettura: circa 5 minuti.</p>
<h4>1. La maggior parte delle persone ha paura a usare la propria immaginazione.</h4>
<p>They’ve disconnected with their inner child. They don’t feel they are “creative.” They like things “just the way they are.”</p>
<h4>2. Il tuo sogno non è veramente importante per nessun altro.</h4>
<p>Some people might take interest. Some may support you in your quest. But at the end of the day, nobody cares, or will ever care about your dream as much as you.</p>
<h4>3. Gli amici che frequenti dipendono dal punto della vita in cui ti trovi.</h4>
<p>Most friends only stay for a period of time — usually in reference to your current interest. But when you move on, or your priorities change, so too do the majority of your friends.</p>
<h4>4. Il tuo potenziale aumenta con l&#8217;età.</h4>
<p>As people get older, they tend to think that they can do less and less — when in reality, they should be able to do more and more, because they have had time to soak up more knowledge. Being great at something is a daily habit. You aren’t just “born” that way.</p>
<h4>5. La spontaneità è sorella della creatività.</h4>
<p>If all you do is follow the exact same routine every day, you will never leave yourself open to moments of sudden discovery. Do you remember how spontaneous you were as a child? Anything could happen, at any moment!</p>
<h4>6. Ti dimentichi il valore delle cose più semplici.</h4>
<p>When was the last time you played in the rain? When was the last time you sat on a sidewalk and looked closely at the cracks, the rocks, the dirt, the one weed growing between the concrete and the grass nearby. Do that again. You will feel so connected to the playfulness of life.</p>
<h4>7. La maggior parte delle persone non fa ciò che ama.</h4>
<p>It’s true. The “masses” are not the ones who live the lives they dreamed of living. And the reason is because they didn’t fight hard enough. They didn’t make it happen for themselves. And the older you get, and the more you look around, the easier it becomes to believe that you’ll end up the same. Don’t fall for the trap.</p>
<h4>8. Molti smettono di leggere dopo il college.</h4>
<p>Ask anyone you know the last good book they read, and I’ll bet most of them respond with, “Wow, I haven’t read a book in a long time.”</p>
<h4>9. Le persone parlano molto più di quanto ascoltino.</h4>
<p>There is nothing more ridiculous to me than hearing two people talk “at” each other, neither one listening, but waiting for the other person to stop talking so they can start up again.</p>
<h4>10. La creatività richiede pratica.</h4>
<p>It’s funny how much we as a society praise and value creativity, and yet seem to do as much as we can to prohibit and control creative expression unless it is in some way profitable. If you want to keep your creative muscle pumped and active, you have to practice it on your own.</p>
<h4>11. Il “successo” è un termine relativo.</h4>
<p>As kids, we’re taught to “reach for success.” What does that really mean? Success to one person could mean the opposite for someone else. Define your own Success.</p>
<h4>12. Non puoi cambiare i tuoi genitori.</h4>
<p>A sad and difficult truth to face as you get older: You can’t change your parents. They are who they are. Whether they approve of what you do or not, at some point, no longer matters. Love them for bringing you into this world, and leave the rest at the door.</p>
<h4>13. L&#8217;unica persone che devi affrontare, tutte le mattine, sei tu.</h4>
<p>When you’re younger, it feels like you have to please the entire world. You don’t. Do what makes you happy, and create the life you want to live for yourself. You’ll see someone you truly love staring back at you every morning if you can do that.</p>
<h4>14. Nulla è piacevole quanto il fare qualcosa con il cuore.</h4>
<p>No amount of money or achievement or external validation will ever take the place of what you do out of pure love. Follow your heart, and the rest will follow.</p>
<h4>15. Il tuo potenziale è direttamente correlato a quanto ti conosci.</h4>
<p>Those who know themselves and maximize their strengths are the ones who go where they want to go. Those who don’t know themselves, and avoid the hard work of looking inward, live life by default. They lack the ability to create for themselves their own future.</p>
<h4>16. Chi ha dubitato di te, tornerà indietro.</h4>
<p>That kid who used to bully you will come asking for a job. The girl who didn’t want to date you will call you back once she sees where you’re headed. It always happens that way. Just focus on you, stay true to what you believe in, and all the doubters will eventually come asking for help.</p>
<h4>17. Sei il riflesso delle 5 persone con cui passi la maggior parte del tempo.</h4>
<p>Nobody creates themselves, by themselves. We are all mirror images, sculpted through the reflections we see in other people. This isn’t a game you play by yourself. Work to be surrounded by those you wish to be like, and in time, you too will carry the very things you admire in them.</p>
<h4>18. Ciò in cui credi dipende da cosa vuoi ottenere.</h4>
<p>Wherever you are in life, and based on who is around you, and based on your current aspirations, those are the things that shape your beliefs. Nobody explains, though, that “beliefs” then are not “fixed.” There is no “right and wrong.” It is all relative. Find what works for you.</p>
<h4>19. Tutto può essere un vizio.</h4>
<p>Be wary. Again, there is no “right” and “wrong” as you get older. A coping mechanism to one could be a way to relax on a Sunday to another. Just remain aware of your habits and how you spend your time, and what habits start to increase in frequency — and then question where they are coming from in you and why you feel compelled to repeat them. Never mistakes, always lessons. As I said, know yourself.</p>
<h4>20. Il tuo scopo è essere te.</h4>
<p>What is the meaning of life? To be you, all of you, always, in everything you do — whatever that means to you. You are your own creator. You are your own evolving masterpiece. Growing up is the realization that you are both the sculpture and the sculptor, the painter and the portrait. Paint yourself however you wish</p>
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		<title>11 cose che le persone consapevoli socialmente non dicono</title>
		<link>https://www.educationalconsultants.it/11-cose-che-le-persone-consapevoli-socialmente-non-dicono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2020 17:53:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita da Studente]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[cosa]]></category>
		<category><![CDATA[cose]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ciò che scegliamo di non dire è importante tanto quanto ciò che decidiamo di dire! Tempo di lettura: circa 8 minuti. Riprendiamo l&#8217;articolo di Michael Thompson &#8220;11 Things Socially Aware People Don’t Say: what we choose not to say is &#8230; </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.educationalconsultants.it/11-cose-che-le-persone-consapevoli-socialmente-non-dicono/">11 cose che le persone consapevoli socialmente non dicono</a> proviene da <a href="https://www.educationalconsultants.it">Educational Consultants</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<pre class="wp-block-verse"><strong>Ciò che scegliamo di non dire è importante tanto quanto ciò che decidiamo di dire!</strong></pre>



<p class="wp-block-paragraph">Tempo di lettura: circa 8 minuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riprendiamo l&#8217;articolo di <strong>Michael Thompson</strong> &#8220;11 Things Socially Aware People Don’t Say: what we choose not to say is just as important as what we decide to say&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Di seguito sono riportate 11 frasi che le persone con un&#8217;elevata consapevolezza sociale evitano di dire, coronate da suggerimenti su ciò che invece scelgono di dire. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo tradotto solo le frasi e lasciato il testo originale in inglese, buona lettura! </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. “I told you so.” “<em>Te lo avevo detto”</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">People don’t like to be reminded when they made a bad decision. And they certainly don’t like to be reminded they could have avoided a massive headache if they had only listened to you.</p>



<p class="wp-block-paragraph">You may be able to get away with telling someone they were wrong and you were right when you are with your closest friends. But tread carefully, and make sure their smile isn’t hiding their embarrassment.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In the future, if you feel the words “I told you so” rising, take a moment to push them back down. Then let them know you’re sorry about how things turned out.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Our job isn’t to always make other people feel better — sometimes it’s simply not to make them feel worse.&nbsp;Removing the words “I told you so” from your vocabulary is one way to do that.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. “I know how you feel.” </strong><strong><em>“So come ti senti/ti capisco”</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">I asked my best friend how he was holding up shortly after his mother passed away. He replied that he’d feel a lot of better if people stopped telling him they know how he feels.</p>



<p class="wp-block-paragraph">This is another extreme example, but it serves as a good reminder that we all experience things differently. My friend was close to his mom. The doctors gave her a few hours to live and my friend ended up holding her hand for a month before she passed away. As you can imagine, this took a major toll on his emotional well-being. People telling him they know how he feels, though not intentional, ended up pissing him off.</p>



<p class="wp-block-paragraph">When someone is going through a hard time, even if you’ve experienced something similar in the past, you don’t always have to say something.</p>



<p class="wp-block-paragraph">This can be difficult as we want to comfort the people we care about and let them know they’re not alone. Listening to them, however, and letting them feel your presence is enough.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. “Good luck with that.” “<em>Buona fortuna allora/Non ce la farai…/E’ quasi impossibile riuscirci…”</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Recently, I applied for a bucket-list job. When I told someone in my network they replied in a snarky tone, “Good luck with that.” Saying this was a blow to my confidence. They might as well have said what they really wanted to say, “You’re nuts Mike, you can’t do that.” I left the conversation questioning not only my decision to apply but also my abilities.</p>



<p class="wp-block-paragraph">When someone shares their hopes with you, they aren’t necessarily looking for your approval. But they are looking for your support.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Instead of saying “Good luck,” try “They’d be lucky to have you,” or “You’ve put in the work.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">It’s just another example of a little switch that can make a big difference.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4. “It’s not my fault.” <em>“Non è colpa mia/non dipende da me”</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In addition to death and taxes, the only other certainty in life is that other bad things are going to happen. When they do, pointing finger at others and casting blame is not a good look. Owning our actions and being accountable, however, absolutely is. It shows character.</p>



<p class="wp-block-paragraph">The next time something goes wrong, even it if wasn’t entirely your fault, reduce the damage by accepting responsibility.</p>



<p class="wp-block-paragraph">This may sound counter-intuitive, but as long as you aren’t someone who is constantly screwing up, owning the mistake, can build trust. This is because we all know how hard it is to step up when things go wrong.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>5. “It’s all in your head.” </strong><strong><em>“E’ solo nella tua testa/ E’ solo una tua costruzione”</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">These words are dished out like candy to people who are struggling with anxiety and depression and they don’t go down well. The main reason for this is they imply that what the person is experiencing isn’t real or that they are imagining it.</p>



<p class="wp-block-paragraph">According to my friend psychologist&nbsp;<a href="https://medium.com/u/857388aceb0e?source=post_page-----f0a5d01c0b8c--------------------------------" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nick Wignall</a>, how we think about things plays a big role in how we feel or what we do, but it’s not the only factor. People almost always have a good reason for being upset, afraid, angry, or stressed. And when you say, “It’s all in your head,” you invalidate them.</p>



<p class="wp-block-paragraph">It’s hard to tell by looking at someone from the outside what they’re dealing with on the inside. So instead of saying “It’s all in your head,” choose to be more empathetic by trying to understand why they feel the way they do — regardless if it makes sense to you or not.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>6. “That was stupid.” “E’ una cosa stupida/ Ti credevo più intelligente”</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">This one may sound obvious, but it has a lot of cousins who may disguise themselves as “Why did you do that?” or “What were you thinking?”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comments like these not only pour salt on a still bleeding wound, they also put people on the immediate defensive and makes them more cautious of betting on themselves in the future.</p>



<p class="wp-block-paragraph">One option is to use a softer opening comment like, “I’m curious,” followed by a less judgemental question — “What did your thought process look like?”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Or simply ask them what they learned from the experience and what they would have done differently.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>7. “You always” or “You Never” “<em>Come al solito/fai sempre così”</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nobody likes to be labeled. Words like “always” or “never,” no matter how nicely you say them, puts people on the defensive: “You never clean up.” “You always side with your parents.” “You never listen to me.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">If a reoccurring pattern is getting the best of you, focus on the problem, not the person.</p>



<p class="wp-block-paragraph">One thing my wife does that is effective is she says some variation of the words, “I’m not sure you realize you’re doing this so often but staring at your phone while I’m talking to you doesn’t make me feel too great.”</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>8. “Everything happens for a reason.” </strong><strong>“<em>Tutto capita per una ragione/Ci sarà un motivo se…”</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“Chin up boss. Give it a few days. Everything happens for a reason.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Life isn’t always fair. Sometimes bad things happen to good people and sometimes good things happen to bad people. Looking back on things sometimes we find a lesson, but sometimes we don’t and we just got dealt a bad hand.</p>



<p class="wp-block-paragraph">When this happens to someone we care about, our initial instinct may be to try and cheer them up and encourage them to look for a silver lining. Instead of trying to lift them up, however, when they are in need of a shoulder, just let them lean on you. Few things feel better than the support of a friend.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>9. “As I said before.” <em>“L’avevo detto”</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Like many of the examples above you could say this in the nicest tone possible and it’s still likely to annoy people. Give it a shot for yourself and say “Like I said before” out loud in your sweetest voice. It’s still condescending, right?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Instead of saying “As I said before,” or “At the risk of repeating myself,” try instead to rephrase your words or just go ahead and repeat yourself.</p>



<p class="wp-block-paragraph">It could be that people didn’t hear you the first time, or you didn’t communicate as well as you thought you may have. After all, it’s only a good pass if you give the receiver a chance to catch the ball.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>10. “With all due respect.” “<em>Senza offesa/Non prendertela, ma…”</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Much like the phrases, “No offense, but” or “I probably shouldn’t say this,” rarely does something positive come after the words “With all due respect.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">These phrases are a massive signpost to people that they are about to get criticized.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“With all due respect, that’s a bad idea.” “With all due respect, you look tired.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sometimes we have to say things that people may not be looking to hear. When you are in this position, just come out and say what the problem is without leading with phrases like, “With all due respect.” People may not love it at the moment, but it can build trust in the long-run. We all need people who have the courage to give it to us straight.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Plus, “Your presentation still needs work,” it much kinder than adding in a snarky comment before it like “With all due respect.”</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>11. “Whatever.” “<em>Fa lo stesso/E’ indifferente”</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Imagine you’re making dinner after a long day and you ask your partner what they want and they reply by saying “Whatever,” “I don’t care,” or the one that really drives my wife nuts, “Up to you.” It wouldn’t make you feel very visible, right?</p>



<p class="wp-block-paragraph">These phrases are dismissive and make people feel like you don’t care. A few easy options to say instead would be — “What about X?”, “Have you thought about Y?” or simply what our son Liam likes to say, “I want pizza.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">We all have our bad days and being asked our opinion when we are tired can be annoying. But if we have to respond anyway, we might as be helpful instead of making someone else’s life more difficult.</p>



<p class="wp-block-paragraph">When it comes to navigating our relationships, what we choose not to say, is just as important as what we do say.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Few actions are more effective than taking note of the phrases people do not like to hear and doing away with them. Just don’t forget to also keep track of&nbsp;<a href="https://psiloveyou.xyz/11-phrases-that-people-love-to-hear-4c917ba6fe6c"><strong>the phrases that light people up</strong></a><strong>,</strong>&nbsp;and make it a point to sprinkle them into your conversations as much as possible.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.educationalconsultants.it/11-cose-che-le-persone-consapevoli-socialmente-non-dicono/">11 cose che le persone consapevoli socialmente non dicono</a> proviene da <a href="https://www.educationalconsultants.it">Educational Consultants</a>.</p>
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		<title>Il modo migliore per imparare qualsiasi cosa: la tecnica di Feynman</title>
		<link>https://www.educationalconsultants.it/il-modo-migliore-per-imparare-qualsiasi-cosa-la-tecnica-di-feynman/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2020 12:57:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita da Studente]]></category>
		<category><![CDATA[conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[imparare]]></category>
		<category><![CDATA[tecnica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.educationalconsultants.it/?p=2037</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tempo di lettura: 3 minuti. Se stai cercando un modo per potenziare il tuo apprendimento e diventare più intelligente, la tecnica sviluppata da Richard Feynman potrebbe essere il modo migliore per imparare qualsiasi cosa. Esploriamo il metodo utilizzato da Feynman, &#8230; </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.educationalconsultants.it/il-modo-migliore-per-imparare-qualsiasi-cosa-la-tecnica-di-feynman/">Il modo migliore per imparare qualsiasi cosa: la tecnica di Feynman</a> proviene da <a href="https://www.educationalconsultants.it">Educational Consultants</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Tempo di lettura: 3 minuti.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Se stai cercando un modo per potenziare il tuo apprendimento e diventare più intelligente, la tecnica sviluppata da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Feynman" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Richard Feynman</a> potrebbe essere il modo migliore per imparare qualsiasi cosa.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Esploriamo il metodo utilizzato da <a href="https://fs.blog/intellectual-giants/richard-feynman/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Feynman</a>, vincitore del premio Nobel per la fisica, per assicurarsi di aver capito tutto ciò che studiava, meglio di chiunque altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnica di apprendimento di Feynman è strutturata in quattro passaggi:<br>1. Scegli un concetto che desideri conoscere<br>2. Fai finta di insegnarlo a uno studente del sesto anno <br>3. Identifica le lacune nella tua spiegazione; Torna al materiale di partenza, per capirlo meglio. <br>4. Rivedi e semplifica (facoltativo)</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">***</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se non stai imparando, stai fermo. Ma come ottenere feedback su ciò che stai imparando? E come puoi imparare nuove materie e identificare le lacune nella tua conoscenza?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due tipi di conoscenza:<br>Feynman ha capito la <a href="https://fs.blog/2015/01/richard-feynman-knowing-something/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">differenza tra sapere qualcosa e conoscere il nome di qualcosa</a>, ed è una delle ragioni più importanti del suo successo. La maggior parte di noi si concentra sul <a href="https://fs.blog/2015/09/two-types-of-knowledge/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tipo sbagliato di conoscenza</a>.<br>Il primo tipo di conoscenza si concentra sulla conoscenza del nome di qualcosa, come viene chiamato. Il secondo si concentra sulla conoscenza effettiva di qualcosa, ovvero la comprensione di qualcosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;La persona che dice di sapere cosa pensa ma non riesce ad esprimersi di solito non sa cosa pensa.&#8221; Mortimer Adler</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La Tecnica di Feynman</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Primo passo: insegna a un bambino.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Prendi un foglio di carta bianco. Scrivi in ​​alto la materia che vuoi imparare. Ora scrivi tutto quello che sai sull&#8217;argomento che vuoi capire come se lo stessi insegnando a un bambino. Non un tuo amico adulto e intelligente, ma piuttosto un dodicenne che ha il vocabolario e la capacità di attenzione sufficienti per comprendere concetti e relazioni di base. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Si scopre che uno dei modi in cui inganniamo noi stessi è che usiamo un vocabolario e un gergo complicati e questo maschera la nostra mancanza di comprensione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando scrivi un&#8217;idea dall&#8217;inizio alla fine in un linguaggio semplice che un bambino possa capire, ti sforzi di comprendere il concetto a un livello più profondo e di semplificare le relazioni e le connessioni tra le idee. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune punti saranno facili e questi sono quelli di cui hai una chiara comprensione. In altri punti, lotterai. Questi sono i punti in cui hai delle lacune.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Secondo passo: ripassa.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Solamente quando incontri delle lacune nella tua conoscenza &#8211; dove dimentichi qualcosa di importante, non sei in grado di spiegarlo, o semplicemente hai problemi a pensare a come interagiscono le variabili &#8211; puoi davvero iniziare a imparare. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora che sai dove sei rimasto bloccato, torna al materiale di partenza e imparalo di nuovo finché non puoi spiegarlo in termini di base. Solo quando puoi spiegare la materia in termini semplici puoi dimostrare la tua comprensione. Questo è il lavoro richiesto per imparare e saltarlo porta all&#8217;illusione della conoscenza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Identificare i confini della tua comprensione limita anche gli errori che sei soggetto a commettere e aumenta le tue possibilità di successo quando applichi la conoscenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Terzo passo: organizza e semplifica.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora hai una serie di appunti fatti a mano. Esaminali per assicurarti di non aver usato per errore lo stesso gergo del materiale di origine. Organizzali in una semplice narrazione che puoi raccontare. Leggi il tutto ad alta voce. Se la spiegazione non è semplice o suona confusa, è una buona indicazione che la tua comprensione in quell&#8217;area necessita ancora di lavoro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se segui questo approccio più e più volte, ti ritroverai con un raccoglitore pieno di pagine su argomenti diversi. Se impieghi del tempo, ad esempio due volte all&#8217;anno, per riesaminare questo raccoglitore, scoprirai quanta conoscenza ti sia rimasta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Quarto passo (opzionale): trasmetti.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se vuoi davvero essere sicuro della tua comprensione, trasmettila a qualcuno (idealmente che sa poco dell&#8217;argomento &#8211; o trova quel dodicenne!). La prova finale sulla conoscenza risiede nella tua capacità di trasmetterla a un altro.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">***</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnica di Feynman non è solo una meravigliosa ricetta per l&#8217;apprendimento, ma è anche una finestra su un modo diverso di pensare, che ti permette di scomporre le idee e ricostruirle da zero. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando stai conversando con qualcuno e inizia a usare parole o relazioni che non capisci, chiedigli di spiegartelo come se avessi 12 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non solo potenzierai il tuo apprendimento, ma supererai anche il loro. È importante sottolineare che affrontare i problemi in questo modo ti consente di capire quando gli altri non sanno di cosa stanno parlando (vedi <a href="https://fs.blog/2016/12/batesian-mimicry/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Batesian Mimicry</a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Feynman crede che l&#8217;intelligenza sia un processo di crescita, che si integra perfettamente con il lavoro di Carol Dweck, che descrive magnificamente la differenza tra una <a href="https://fs.blog/2015/03/carol-dweck-mindset/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mentalità fissa e di crescita</a>.</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Richard Feynman and His Technique" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/GD-_fcpylcE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption>Bill Gates spiega la tecnica di Richard Feynman</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.educationalconsultants.it/il-modo-migliore-per-imparare-qualsiasi-cosa-la-tecnica-di-feynman/">Il modo migliore per imparare qualsiasi cosa: la tecnica di Feynman</a> proviene da <a href="https://www.educationalconsultants.it">Educational Consultants</a>.</p>
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		<title>La paura è la via per il lato oscuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2020 15:50:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita da Studente]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[infodata]]></category>
		<category><![CDATA[infodemia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riprendiamo l&#8217;articolo di Riccardo Saporiti sul Sole24Ore, dal titolo &#8220;Il Covid-19 e la seconda ondata (di infodemia): diffidate di chi usa i numeri assoluti&#8221;. «C’è stato un risveglio. Lo hai percepito?». Il lettore ci consenta di citare il leader supremo Snoke (molto &#8230; </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.educationalconsultants.it/la-paura-e-la-via-per-il-lato-oscuro/">La paura è la via per il lato oscuro</a> proviene da <a href="https://www.educationalconsultants.it">Educational Consultants</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Riprendiamo l&#8217;articolo di Riccardo Saporiti sul <a href="https://www.infodata.ilsole24ore.com/2020/10/11/covid-19-la-seconda-ondata-infodemia-sesta-puntata/?refresh_ce=1">Sole24Ore</a>, dal titolo &#8220;Il Covid-19 e la seconda ondata (di infodemia): diffidate di chi usa i numeri assoluti&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«C’è stato un risveglio. Lo hai percepito?». Il lettore ci consenta di citare il leader supremo <strong>Snoke</strong> (molto probabilmente uno dei personaggi meno riusciti dell’universo di <strong>Star Wars</strong>, quasi certamente uno dei meno approfonditi, <em>ndr</em>) per tornare a parlare di come vengono diffusi i dati relativi alla pandemia da <strong><a href="https://www.infodata.ilsole24ore.com/topic/coronavirus/">nuovo coronavirus</a>.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risveglio non riguarda tanto l’aumento in numeri assoluti dei contagi registrati nel nostro Paese. Quanto il fatto che sta arrivando la seconda ondata dell’<strong>infodemia</strong>. E se è sano che ci sia dibattito tra gli scienziati rispetto a un virus del quale ancora resta molto da scoprire, lo è un po’ meno che questo dibattito avvenga in prima serata in Tv. Ed è del tutto controproducente quando finisce in risse, fortunatamente solo verbali, a mezzo social.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I superdiffusori dell’infodemia, però, restano i giornalisti (chi scrive non è esente, <em>ndr</em>). E sui giornali, sineddoche entro la quale ci sia permesso di ricomprendere ogni mezzo di informazione, la seconda ondata è ben presente. Certo, il fatto che il presidente americano <strong>Donald Trump</strong> sia risultato positivo, con <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/trump-positivo-covid-19-l-incertezza-disorienta-mercati-AD0cmGt">le conseguenze</a> che questo può avere in termini geopolitici, non aiuta. Nel senso che contribuisce ad aumentare l’attenzione mediatica sulla pandemia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fortunatamente, la scienza ha elaborato un tampone che permette di riconoscere la positività a questa patologia. Un tampone del tutto gratuito e che è a disposizione di tutti: basta riconoscere il giornalista che utilizza numeri assoluti per raccontare il contagio. E diffidarne. Vale, ovviamente, anche per la redazione di <em>Infodata</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema, per mantenere la metafora in una galassia lontana lontana, è che solo un <strong>Sith</strong> vive di assoluti. Dove i Sith sono i ‘cattivoni’ della saga ideata da <strong>George Lucas</strong>. E appunto titolare che <strong>sabato 3 ottobre</strong> si sono registrati <strong>2.844 positivi</strong>, oltretutto aggiungendo che non se ne vedevano così tanti da aprile, rappresenta la via per il lato oscuro dell’informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E non soltanto perché, prima relativizzazione possibile, significa che si è positivizzato un italiano ogni <strong>21.183</strong>. Che, per inciso, significa che è risultato positivo al test un abitante di <strong>Sondrio</strong>, non ce ne vogliano i valtellinesi. Ma anche perché il numero di persone positive al <strong>Sars-CoV-2</strong> dipende dal numero di quelle che vengono sottoposte ad esame diagnostico. Via, ad un tampone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico, il <strong>3 ottobre</strong> si è registrato un tampone positivo ogni <strong>41,8</strong> dei <strong>118mila</strong> test effettuati. Il <strong>21 aprile</strong> i positivi furono <strong>2.729</strong>, grosso modo quelli di sabato scorso, mentre i tamponi effettuati poco più di <strong>52mila</strong>. Il che porta le persone infette scoperte a una ogni <strong>19 esami</strong>. Circostanza che conferma una volta di più quanto siano cambiate le cose in questi mesi: sia in termini di quantità di test che di tipologia delle persone che a questi ultimi vengono sottoposte. Che, più in generale, di andamento della pandemia. Tutti elementi che il numero assoluto dei nuovi positivi non permette di valutare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così come ha poco senso, al netto del cattivo gusto, pubblicare la classifica dei Paesi con più decessi espressi in numeri assoluti. Specie se si afferma che al terzo posto c’è l’<strong>India</strong> con <strong>94.503</strong> morti e al sesto l’<strong>Italia</strong> con <strong>35.835</strong>. Peccato che, al <strong>2018</strong>, i cittadini indiani fossero <strong>1,353 miliardi</strong>, contro i <strong>60,2 milioni</strong> di italiani al <strong>1 gennaio</strong> di quest’anno. Il che significa che <strong>Nuova Delhi</strong> ha registrato <strong>1 morto</strong> per Covid-19 ogni <strong>14.603 abitanti</strong>, mentre <strong>Roma</strong> uno ogni <strong>1.681</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi c’è il <strong>fattore tempo</strong>. Nel senso che quando si cerca di andare oltre il numero assoluto, spesso si tende a commettere l’errore di confrontare la situazione con quella del giorno precedente. E parlare quindi, a seconda dei casi, di tendenza in aumento o in diminuzione. Posto che le tendenze si valutano su periodi più lunghi, i confronti tra giorni successivi rischiano di risentire di diversi fattori di disturbo. Come il fatto che nel fine settimana si facciano meno tamponi, e quindi si trovino tendenzialmente meno casi. O che possano esserci ritardi nella comunicazione dei dati alla Protezione civile, come purtroppo è accaduto in più di un’occasione in questi mesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ovviare a questi problemi, è utile ricorrere alla <strong>media mobile</strong>, ovvero una media calcolata a partire dal dato giornaliero e da quelli di un eguale numero di giorni precedenti e successivi. Il che è esattamente quello che <em>Infodata</em> ha fatto per realizzare questa infografica.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="589" height="652" src="http://www.educationalconsultants.it/welabo/wp-content/uploads/2020/10/Dashboard-1.png" alt="" class="wp-image-2022" srcset="https://www.educationalconsultants.it/welabo/wp-content/uploads/2020/10/Dashboard-1.png 589w, https://www.educationalconsultants.it/welabo/wp-content/uploads/2020/10/Dashboard-1-271x300.png 271w" sizes="(max-width: 589px) 100vw, 589px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nella parte alta del grafico, la linea rossa della media mobile normalizza l’andamento dei contagi, annullando l’effetto delle oscillazioni quotidiane dovute alle ragioni di cui sopra. In quella bassa, invece, il confronto è tra la media mobile dei contagi, sempre rappresentata dalla linea rossa, e il numero assoluto delle persone ricoverate in <strong>terapia intensiva</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Elemento, quest’ultimo, da tenere particolarmente sotto controllo per capire la gravità della situazione. Non solo perché il numero dei ricoveri è certo, non dipende cioè da quello dei tamponi effettuati, ma anche perché all’aumento dei casi gravi rischia di seguire un incremento dei decessi. Senza contare che le misure di <strong>lockdown</strong> nascono per evitare che il contagio cresca finendo per saturare i reparti di terapia intensiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora, tornando alla questione di partenza, il problema di comunicare il numero assoluto dei contagi non pone esclusivamente un problema di cattiva informazione. Una delle conseguenze è che si rischia di insinuare nei lettori un sentimento di paura. E, questa volta tocca citare il maestro <strong>Yoda</strong>, «la paura è la via per il lato oscuro».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La conseguenza più grave, però, è che trasforma la discussione sul Sars-CoV-2 in un dibattito politico. Per cui chi sostiene il governo ingigantisce l’andamento i casi, chi si oppone minimizza. Quando il dibattito dovrebbe essere non sulla diffusione del virus, ma sulle misure che il governo adotta per contenerla e di come gestisce il Paese nel frattempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di concludere, preveniamo un’obiezione. Relativizzare i numeri del contagio non rappresenta in alcun modo un tentativo di minimizzare i rischi. Se con il filtro posto al centro dell’infografica si selezionano la <strong>Sardegna</strong>, la <strong>Campania</strong> e il <strong>Lazio</strong>, si vede bene come l’andamento dei casi abbia superato quello della scorsa primavera. Fortunatamente, non è così per i ricoveri in terapia intensiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma proprio per evitare che salgano questi ultimi resta fondamentale continuare a seguire le norme igieniche, osservare il distanziamento sociale e indossare la mascherina, anche all’aperto in quelle regioni che lo hanno previsto. Il senso di questo pezzo, per quel che può valere, è un invito a essere razionali. E non soltanto quando si tratta di numeri relativi ai contagi. Non bisogna dimenticare che il rischio esiste, non è possibile annullarlo ma lo si può ridurre. Più corteccia prefrontale, insomma, e meno amigdala. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora una volta, <strong>«la paura è la via per il lato oscuro»</strong>.</p>
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