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	<title>studenti Archivi - Educational Consultants</title>
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	<description>Studiare all\\\&#039;estero/Counselling e Coaching</description>
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	<title>studenti Archivi - Educational Consultants</title>
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		<title>Una didattica diversa per una mente diversa: perché studiare all&#8217;estero negli anni del liceo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2020 19:28:00 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Sono nata nel 1999 e oggi ho 20 anni. La mia generazione è cresciuta accompagnata da Zac Efron in “High School Musical” e programmi televisivi su Disney Channel che ci mostravano gli Stati Uniti con le cheerleaders, i giocatori di football, gli schoolbus gialli e gli armadietti nei corridoi. Gli anni delle medie e della mia pre-adolescenza sono stati caratterizzati dall’immaginarmi cheerleader o studentessa americana che si aggirava per i corridoi della sua high school con una pila di libri in mano mentre si dirigeva alla lezione successiva e passava i pomeriggi a cercare l’abito adatto per il ballo di fine anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi sono stati miei sogni per anni, fino a quando sono finalmente riuscita a convincere i miei genitori a farmi studiare negli States. Sono partita per il Kentucky nel luglio del 2016, atterrata all’aereoporto di Lousville con 43 gradi centigradi ad aspettarmi e ho iniziato la scuola a inizio agosto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potevo ora esaudire il mio “sogno americano”: la mia vita da lì in poi sarebbe stata come nei film.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco, non è andata esattamente così.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Kentucky è uno stato particolare, molto conservatore e ben diverso dallo stato di New York o la California dove erano ambientati i film che ero abituata a vedere. L’accento è marcatissimo e il mio C1 in inglese ottenuto prima di partire non è stato sufficiente per farmi comprendere cosa stessimo effettivamente facendo nel mio corso di chimica. Gli armadietti c’erano, ma per riuscire ad aprirne uno ci ho messo circa tre mesi. Sono dei marchingegni complicati. Mi sentivo un pesce fuor d’acqua, faticavo a fare amicizia e la situazione reale era ben diversa da quella proiettata nella mia mente per anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono passati quasi quattro anni e oggi sono grata di essermi trovata in una situazione di difficoltà così: è stata la svolta che mi ha fatto crescere, obbligata a rimboccarmi le maniche e capire come adattarmi ed integrarmi in un contesto nuovo e diverso da quello immaginato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Racconto questo perché trovo sia fondamentale comprendere che esperienze di questo tipo sono prima di tutto fattori di crescita e per crescere è necessario trovare ostacoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho deciso di rivolgermi ad una figura scolastica che in Italia non abbiamo: il counselor. Mi ha accolta nel suo studio, ascoltata e insieme abbiamo cercato di capire come migliorare la situazione. Nelle scuole statunitensi lo studente è visto in modo completamente diverso rispetto all’Italia: è al centro di tutto, si cerca di capire e alimentare i suoi interessi anche extra-scolastici e ognuno è importante e ha un ruolo. Mi ha fatto capire quanto quella scuola mi considerasse una risorsa per i miei compagni e gli insegnanti e insieme abbiamo cambiato le classi alle quali ero iscritta. Dal giorno successivo ho iniziato a frequentare lezioni che mi erano utili per il percorso che avevo intrapreso in Italia (liceo scientifico), come un corso di matematica e chimica avanzata, ma anche classi che non avrei mai trovato una volta tornata a casa: cucina, teatro e arti creative. Ho inoltre deciso di fare alcuni provini per le squadre sportive della scuola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia mi è capitato spesso di dover prediligere lo studio allo sport, in America questo non succede. Lo sport non ha più valore dell’istruzione, per rimanere nelle squadre è infatti necessario mantenere una soglia di voti scolastici, ma è considerato un impegno serio tanto quanto un compito in classe: ci sono allenamenti ogni giorno, spesso anche nel weekend. Far parte di una squadra richiede dedizione, fatica, mette in campo tante qualità, le cosidette “soft skills”, utili e ricercate nel mondo del lavoro come leadership, lavoro di gruppo o rispettare tempistiche e ruoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io sono entrata nella squadra di danza della mia scuola che ha un ruolo simile a quello delle famose “cheerleaders”. Le mie compagne di squadra sono diventate subito come una famiglia e mi hanno aiutata ad integrarmi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho sempre avuto la fortuna (o sfortuna, dipende dai punti di vista) di riuscire ad esprimere la mia opinione senza troppi timori. A scuola in Italia mi è però spesso capitato di non avere la possibilità di espormi, ma di dover seguire lezioni solo frontali, a volte senza neanche il tempo di far domande. I miei corsi in Kentucky erano invece impostati in modo completamente diverso con lezioni interattive e in cui partecipare, esporsi, mostrarsi curiosi ma anche dubbiosi non era considerata una perdita di tempo, ma veniva invece valorizzato. Questo non vuol dire che il rispetto per il docente venisse a meno, c’erano tempi e modi per parlare opportuni, ma il punto è che questa possibilità era presente e trovo che questo spinga lo studente non solo a imparare ad esprimersi, ma anche a farsi una propria opinione. Uno degli obiettivi della scuola, se non il principale, dovrebbe essere quello di creare menti critiche che hanno voglia di imparare e la possibilità di confrontarsi è fondamentale in questo. Le lezioni frontali e la fretta data da un programma da finire, caratteristici della didattica italiana, non sono particolarmente stimolanti in questo senso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vengono spesso assegnati lavori di gruppo o in coppia ai quali l’insegnante dà poi una valutazione. Inizialmente questo mi lasciava perplessa: se mi trovo a lavorare con un compagno/a che non contribuisce, perché il voto deve essere uguali per entrambi? In realtà ho capito presto che questo tipo di compiti a casa sono stimolanti per chi ha meno voglia di fare, spingono gli studenti ad interagire e lavorare con più impegno anche per rispetto dell’altro aumentando il senso di responsabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono stata particolarmente colpita inoltre dal forte senso di appartenenza e orgoglio per l’essere cittadini americani che si respirava a scuola. I miei compagni, già nei primi anni delle superiori, erano informati sull’attualità e politica americana e si confrontavano tra di loro sul tema. In classe si fanno dibattiti e si discute di politica, cosa non permessa in Italia. L’anno in cui ero io in America era l’anno delle elezioni (2016). Nessuno dei miei compagni poteva votare, ma tutti erano aggiornati su cosa stesse succedendo ed avevano una loro idea. In Italia è raro trovare giovani informati e veramente pronti al momento del voto, la politica è avvertita come un qualcosa di distante dall’adolescente. Questo aspetto della vita americana mi ha fatto ragionare molto e spinto ad essere una cittadina più attiva e consapevole una volta rientrata a casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scuola in Italia dura mediamente dalle 8 di mattina fino alle 13, si fanno le ore di lezione, i dieci minuti di intervallo e terminata la mattinata si va a casa e la vita dello studente italiano continua separata da quella scolastica. Negli Stati Uniti tutto il mondo dei ragazzi è a scuola, dallo studio ai balli ai venerdì sera in cui c’è rigorosamente la partita di football o basket e ci si ritrova tutti, studenti e insegnanti. Questo aumenta il senso di comunità, ci si sente parte di un qualcosa di vivo e famigliare che ti accoglie da bambino e ti fa uscire da giovane adulto con un pezzo di identità che sarà sempre legato a quell’ambiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono bastati pochi mesi per farmi entrare nel cuore quella scuola e per sentire di aver contribuito in qualche modo alla sua storia e alla storia degli studenti e insegnanti che ho incontrato. È stata un’esperienza difficile ma ne sono uscita con una maturità e qualità nuove, con la voglia di sentirmi cittadina attiva del mondo, consapevole di dover affrontare ancora tanti ostacoli ma di avere la forza per farlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giorgia Fossati</p>
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		<title>IB e maturità all&#8217;estero &#8211; Testimonianza di uno studente</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Sep 2019 13:24:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Carlo racconta la sua esperienza di studio all&#8217;estero dove ha intrapreso l&#8217;International Baccalaureate frequentando una boarding school in Inghilterra. Scoprite come Educational Consultants lo ha aiutato a trovare la sua strada e imbarcarsi nell&#8217;avventura che è la maturità all&#8217;estero. Non siete ancora &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Carlo racconta la sua esperienza di studio all&#8217;estero dove ha intrapreso l&#8217;<strong><a href="http://www.educationalconsultants.it/scuole-superiori-estero/ib-baccellierato-internazionale-international-baccalaureate/">International Baccalaureate</a></strong> frequentando una <strong>boarding school</strong> in <strong>Inghilterra</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Scoprite come Educational Consultants lo ha aiutato a trovare la sua strada e imbarcarsi nell&#8217;avventura che è la <strong>maturità all&#8217;estero</strong>.</p>
<p><iframe title="Diploma di Maturità all&#039;estero - IB in college inglese" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/7PDBF73nzgo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>Non siete ancora convinti? Scoprite le avventure Olandesi di altri studenti:</strong></h4>
<p>http://www.educationalconsultants.it/blog/vita-da-studente/universita-in-olanda-testimonianza-di-una-ex-studentessa/</p>
<p>http://www.educationalconsultants.it/blog/testimonianze/educational-consultants-testimonianze-ep-1/</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Leiden University &#8211; Testimonianze Ep.1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2019 07:00:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per introdurre la nostra nuova serie di interviste &#8220;Testimonianze&#8221; abbiamo interpellato uno dei nostri migliori studenti Manfredo Facchinetti Pulazzini.  Ecco cosa ha da dirci sulla sua esperienza all&#8217;estero e su come Educational Consultants lo ha aiutato ad arrivarci. Profilo Studente: Nome &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per introdurre la nostra nuova serie di interviste &#8220;Testimonianze&#8221; abbiamo interpellato uno dei nostri migliori studenti <strong>Manfredo Facchinetti Pulazzini. </strong></p>
<p>Ecco cosa ha da dirci sulla sua esperienza all&#8217;estero e su come Educational Consultants lo ha aiutato ad arrivarci.</p>
<h1>Profilo Studente:<img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-1688 alignleft" src="http://www.educationalconsultants.it/wp-content/uploads/2019/06/20842204_879848295497301_681686256887608099_n-300x294.jpg" alt="" width="253" height="249" srcset="https://www.educationalconsultants.it/welabo/wp-content/uploads/2019/06/20842204_879848295497301_681686256887608099_n-300x294.jpg 300w, https://www.educationalconsultants.it/welabo/wp-content/uploads/2019/06/20842204_879848295497301_681686256887608099_n-600x589.jpg 600w, https://www.educationalconsultants.it/welabo/wp-content/uploads/2019/06/20842204_879848295497301_681686256887608099_n.jpg 693w" sizes="(max-width: 253px) 100vw, 253px" /></h1>
<p><strong>Nome e Cognome</strong>: Manfredo Facchinetti Pulazzini</p>
<p><strong>Età</strong>: 19</p>
<p><strong>Università</strong>: Leiden University (Campus Den Haag)</p>
<p>&nbsp;</p>
<h1 style="text-align: left;">Educational Consultants:</h1>
<p><strong>Come ti ha aiutato Beatrice?</strong></p>
<p>Beatrice mi ha mostrato le diverse possibilitá che avevo per il mio percorso universitario. Oltre ad avermi indirizzato verso la mia scelta, è stata di fondamentale aiuto nelle varie pratiche/application che vengono richieste dalle universitá.</p>
<p><strong>E’ stata utile?</strong></p>
<p>Molto. Mi sono ritrovato a quasi fine quinta liceo senza sapere dove sarei finito l’anno seguente, grazie a Beatrice sono riuscito a trovare la soluzione migliore per me e in particolar modo per il mio futuro.</p>
<p><strong>Consiglieresti Educational Consultants ad amici?</strong></p>
<p>Assolutamente, soprattutto per coloro che affrontano l’ultimo anno di liceo e non hanno ancora le idee chiare per l’universitá.</p>
<blockquote class="trx_addons_blockquote_style_1"><p><em><big>La cosa piú importante da fare è compiere il primo passo, almeno quello, perché se no ti precludi troppe cose che questo mondo e questa vita hanno da offrirti.</big></em></p></blockquote>
<h1>Percorso scolastico</h1>
<p><strong>Cosa stai studiando?</strong></p>
<p>Sto studiando Relazioni e Organizzazioni Internazionali alla Leiden University (Campus Den Haag) in Olanda.</p>
<p><strong>Cosa ti piace di più del tuo corso?</strong></p>
<p>Anche se puó sembrare scontato sicuramente quello che sto studiando, prima di quest’anno non avevo mai trovato qualcosa di cosi entusiasmante e interessante come il mio attuale corso universitario. Inoltre lo stimolo da parte di professori e universitá in generale che ho trovato in Olanda, nel mio percorso liceale in Italia tutto ció non lo avevo.</p>
<p><strong>Hai sempre studiato all’estero?</strong></p>
<p>Ho sempre studiato in Italia durante tutta la mia carriera scolastica tranne il quarto anno di liceo che invece l’ho trascorso alle Highlands School a Dallas, Texas</p>
<p><strong>Ti piace la tua esperienza all’estero?</strong></p>
<p>Moltissimo, trovo che sia un’esperienza che mi faccia crescere tantissimo sotto molti punti di vista.</p>
<p><strong>Qualsi sono le cose che ti piaccioni di più della tua esperienza all’estero?</strong></p>
<p>Innanzitutto l’ambiente internazionale, la possibilitá di confrontarmi con realtá diverse al di fuori di quella italiana la trovo una cosa fantastica. In secondo luogo il metodo di studio anglo sassone, quasi non paragonabile con quello italiano, che peró essendo piú pratico che teorico penso faccia risaltare di piú le mie qualitá.</p>
<p><strong>Ripeteresti la tua esperienza all’estero?</strong></p>
<p>Sempre, guardandomi indietro non cambierei una singola cosa della mia esperienza all’estero.</p>
<p><strong>Se dovessi dare un consiglio ad uno studente italiano dubbioso se andare all’estero o no, quale sarebbe?</strong></p>
<p>Al giorno d’oggi le possibilitá che abbiamo noi giovani per il nostro futuro sono tantissime e soprattutto quelle che riguardano andare all’estero. Qualche volta il pensiero di uscire dal proprio paese spaventa il giovane studente perché per esempio quest’ultimo non pensa di trovare gli stessi stimoli, le stesse emozioni, passioni che ha in Italia. Il mio consiglio è che finche non ci si lancia, non ci si immerge in un’esperienza del genere non potrai mai sapere cos’ha da offrirti il mondo. Nella maggior parte dei casi il tuo pensiero iniziale verrá completamente ridimensionato dalla scoperta anche di semplici cose che peró ti faranno analizzare la tua vita da un’ottica diversa e ancora piú bella! In conclusione, la cosa piú importante da fare è compiere il primo passo, almeno quello, perché se no ti precludi troppe cose che questo mondo e questa vita hanno da offrirti.</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-1691 aligncenter" src="http://www.educationalconsultants.it/wp-content/uploads/2019/06/20604326_1551924401531029_5742398741877055728_n-1-300x225.jpg" alt="study abroad life. Educational Consultants. Studenti all'estero" width="333" height="250" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Come affrontare il ritorno all’università secondo 3 studentesse in Inghilterra</title>
		<link>https://www.educationalconsultants.it/come-affrontare-il-ritorno-all-universita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2018 07:18:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita da Studente]]></category>
		<category><![CDATA[italiani all'estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La fine di Settembre ha portato via con sé gli ultimi momenti di spensieratezza tipica dei primi giorni di università. Con l’arrivo di Ottobre, è giunto il momento di ingranare. Il nostro cervello, latente dopo 3 mesi di vacanza, deve &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La fine di Settembre ha portato via con sé gli ultimi momenti di spensieratezza tipica dei primi giorni di università. Con l’arrivo di Ottobre, è giunto il momento di ingranare. Il nostro cervello, latente dopo 3 mesi di vacanza, deve essere riattivato e costretto a concentrarsi. Vecchi amici, come ansia e panico, tornano nella nostra vita alla sola menzione delle parole “dissertations”, “assignments”, e “exams”. Per dare un minimo conforto in questi giorni complessi, abbiamo chiesto a 3 studentesse dell’University of Reading di condividere le loro perle di saggezza.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1568 alignleft" src="http://www.educationalconsultants.it/wp-content/uploads/2018/10/20229366_10211501693555632_6836309573737749923_n-300x300.jpg" alt="Studentessa internazionale - Elena Neri" width="300" height="300" srcset="https://www.educationalconsultants.it/welabo/wp-content/uploads/2018/10/20229366_10211501693555632_6836309573737749923_n-300x300.jpg 300w, https://www.educationalconsultants.it/welabo/wp-content/uploads/2018/10/20229366_10211501693555632_6836309573737749923_n-100x100.jpg 100w, https://www.educationalconsultants.it/welabo/wp-content/uploads/2018/10/20229366_10211501693555632_6836309573737749923_n-600x600.jpg 600w, https://www.educationalconsultants.it/welabo/wp-content/uploads/2018/10/20229366_10211501693555632_6836309573737749923_n-150x150.jpg 150w, https://www.educationalconsultants.it/welabo/wp-content/uploads/2018/10/20229366_10211501693555632_6836309573737749923_n.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Elena Neri, studentessa al quarto anno di Food Marketing and Business Economics è appena tornata dal suo anno di esperienza lavorativa a Leicester. Ecco cosa ci dice:</p>
<p><em>Il nuovo anno ti colpisce come uno tsunami e i primi giorni sei sicuro di affogare. Prima ancora di recuperare una routine e la capacità di concentrarti ti ritrovi con un miliardo di cose da fare e sull’orlo di una crisi di nervi. Tutto sembra avvolto insieme in un groviglio inestricabile.. ma smontando i problemi in piccole parti e facendo un passo alla volta si risolve tutto. Basta ripetersi “Ce l’ho sempre fatta. Ce la farò anche sta volta” e ce la si fa davvero.</em></p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1567 alignright" src="http://www.educationalconsultants.it/wp-content/uploads/2018/10/15590062_10208115157580023_6463472196284230449_n-225x300.jpg" alt="Studentessa internazionale - Irini Sala" width="225" height="300" srcset="https://www.educationalconsultants.it/welabo/wp-content/uploads/2018/10/15590062_10208115157580023_6463472196284230449_n-225x300.jpg 225w, https://www.educationalconsultants.it/welabo/wp-content/uploads/2018/10/15590062_10208115157580023_6463472196284230449_n-600x800.jpg 600w, https://www.educationalconsultants.it/welabo/wp-content/uploads/2018/10/15590062_10208115157580023_6463472196284230449_n.jpg 720w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" />Irini Sala è al quarto anno di Consumer Behaviour and Marketing e ieri ha seguito la sua prima lezione di Marketing Strategy. Secondo lei&#8230;</p>
<p><em>Riprendere l’università non è cosa facile. I tre mesi di vacanza tanto invidiati dagli studenti in Italia possono essere deleteri. Il ritorno alla concentrazione e allo stress è estremamente complesso e anche seguire una lezione di due ore sembra un grande sforzo. Detto ciò, ho sempre trovato che ricominciare l’università non coincida solamente con un sentimento di ansia costante, ma anche con il ritrovamento di un gruppo di amici che ti ha supportato in passato e che sta vivendo la stessa situazione.  Secondo me, come dicevano giustamente i Beatles, l’importante è ricordare che si può “get by with a little help from my friends”.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-1566 alignleft" src="http://www.educationalconsultants.it/wp-content/uploads/2018/10/539640_10200688307274256_828693178_n-300x300.jpg" alt="Studentessa internazionale - Benedetta Montich" width="260" height="260" srcset="https://www.educationalconsultants.it/welabo/wp-content/uploads/2018/10/539640_10200688307274256_828693178_n-300x300.jpg 300w, https://www.educationalconsultants.it/welabo/wp-content/uploads/2018/10/539640_10200688307274256_828693178_n-100x100.jpg 100w, https://www.educationalconsultants.it/welabo/wp-content/uploads/2018/10/539640_10200688307274256_828693178_n-600x601.jpg 600w, https://www.educationalconsultants.it/welabo/wp-content/uploads/2018/10/539640_10200688307274256_828693178_n-150x150.jpg 150w, https://www.educationalconsultants.it/welabo/wp-content/uploads/2018/10/539640_10200688307274256_828693178_n.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 260px) 100vw, 260px" /></p>
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<p>Benedetta Montich, al quarto anno di Business Management, è più positiva e ci lascia con queste parole di incoraggiamento:</p>
<p><em>Cominciate positivamente che c’è un nuovo anno pieno da scoprire e nuove cose da imparare, chissà potrebbe essere l’anno migliore!</em></p>
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<p>Forza ragazze e forza tutti!!  L&#8217;importante è rimanere calmi, fare una cosa per volta e darsi del tempo per riprendere il ritmo giusto. Non scoraggiatevi e andate avanti. Noi crediamo in voi!</p>
<p>Buon anno (scolastico) da Educational Consultants.</p>
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